Rimedi - Sono impiegate terapie fisiche nella cura delle patologie reumatiche?

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Oltre alla terapia di fondo o DMARDs, altri farmaci frequentemente utilizzati per la cura dell’Artrite Reumatoide sono i cortisonici ed i farmaci antinfiammatori non steroidci (FANS, COXIBs ).

Diversamente da altre malattie reumatiche, nell’Artrite Reumatoide il cortisone produce un soddisfacente beneficio anche a basse dosi comportandosi praticamente come un farmaco di fondo. I risultati purtroppo sono scadenti e avverte molti sintomi legati agli effetti collaterali del kolibri (parestesie, mal di testa, stanchezza muscolari, agitazione a volte). Cosa potrebbe fare per ridurre stanchezza cronica e dolori muscolari? della Polimialgia durante la cura; in altri il cortisone non può essere Pazienti e familiari devono essere informati dei possibili disturbi psichiatrici che possono manifestarsi durante o immediatamente dopo la riduzione graduale della dose o dopo l’interruzione degli steroidi. L’uso di basse dosi e la somministrazione a giorni alterni possono ridurre l’incidenza delle complicanze della terapia corticosteroidea. Esami diagnostici Dosi medie o alte di idrocortisone e cortisone possono causare aumento della pressione arteriosa, ritenzione idrico-elettrolitica, e aumentata escrezione di potassio. Non può continuare il cortisone per molto tempo: credo sia opportuno cominciare a ridurre il dosaggio per poi eliminarlo, dopo aver consultato ovviamente il collega che lo ha prescritto. Di solito sono interessate le grosse masse muscolari (muscoli di collo, braccia e spalle, glutei e cosce), mentre i movimenti fini delle mani tendono ad essere risparmiati.

Dolore, bruciore, gonfiore, rigidità articolare sono i sintomi più tipici dell’artrite reumatoide. Vediamo come trattarla

  • dermatosi infiammatorie,
  • allergopatie (anche gravi)
  • asma bronchiale,
  • delle patologie infiammatorie croniche come la spondilite anchilosante,
  • colite ulcerosa,
  • l’artrite reumatoide
  • patologie neoplastiche che interessano il tessuto linfatico.

La diagnosi e la terapia devono essere effettuate il più precocemente possibile per evitare i danni spesso irreversibili a carico delle masse muscolari interessate.

Spesso, per ridurre il dosaggio di cortisone o per risposta clinica insufficiente, si associano dei farmaci immunosoppressori o, in casi particolari, le immunoglobuline endovena. Cortisone per la cura della polimialgia reumatica . Inoltre, le manifestazioni cliniche della malattia possono essere molto varie: in alcuni casi, ad esempio, la comparsa dei sintomi può avvenire in entrambi i lati del corpo. Altri suoi utilizzi possono essere nella cura di allergie per cui altri tentativi non sono andati a buon fine, anemie, leucemie e linfomi. Farmaci cortisonici e cortisone I cortisonici sono farmaci antinfiammatori steroidei che servono per ridurre le infiammazioni nel corpo. Ci sono anche delle alternative naturali al cortisone, per esempio il ribes nigrum e la curcuma che agiscono sulla corteccia surrenale come i cortisonici. perché hanno meno effetti collaterali, anche se sono meno potenti del cortisone. Inoltre, potrebbe essere necessario controllare il miglioramento della situazione clinica dopo aver smesso di prendere questo medicinale, dato che alcuni effetti possono continuare. Alcuni sintomi sono temporanei e finiscono subito dopo la sospensione della terapia, per esempio la nausea, la debolezza, pressione alta, ritenzione idrica e i sintomi psicologici (come l’insonnia).

Quale ruolo rivestono il cortisone e i suoi derivati nella cura delle malattie reumatiche?

  • Aumento dell’appetito, aumento di peso anche per ritenzione idrica
  • Ipertricosi e strie pupuree
  • Facies lunare e petecchie
  • Aumento della pressione endoculare

Quali sono i sintomi della bronchite acuta e come si cura?

A volte per controllare l’infiammazione è opportuno procedere con iniezioni di cortisone o di sostanze che migliorano il trofismo della cartilagine, come l’acido ialuronico. Inoltre, può essere necessario un adattamento delle dosi di Bentelan nei pazienti che sono sottoposti a stress particolari, tenendo conto dell’entità della situazione stressante. Tali farmaci sono stati utilizzati e con­tinuano ad essere utilizzati per curare l’infiammazione e il dolore, ridurre i tempi di guarigione e diminuire il periodo di assenza dalle competizioni. DOMANDA : se volessi fare una cura di cortisone prolungata che mi dia più “autonomia” prima di riavere i dolori, come dovrei dosarla ? Esami diagnostici Dosi medie o alte di idrocortisone e cortisone possono causare aumento della pressione arteriosa, ritenzione idrico–elettrolitica, e aumentata escrezione di potassio. Sono questi i sintomi dell’anemia, che talvolta può essere accompagnata anche da sensazione di vertigini, dolori muscolari e articolari. Tra i farmaci usati per ridurre o prevenire la nausea e il vomito figurano anche alcuni derivati del cortisone. In questi casi può essere indicato anche l’uso di ansiolitici.Consigli pratici: Perdita dell’appetito: Alcuni chemioterapici possono ridurre l’appetito. Con alcuni farmaci (ad esempio oxaliplatino) questi disturbi sono accentuati dal freddo, e si possono provare parestesie o dolore anche al cavo orale se si assumono cibi troppo freddi.

Come sono somministrati i farmaci cortisonici e il cortisone?

  • Colore delle urine anomalo (scura o rossa)
  • Diminuzione della produzione di urina,
  • Debolezza generale,
  • Rigidità muscolare o dolore (mialgia),
  • Debolezza dei muscoli interessati.

Il medico potrebbe prescrivere delle infiltrazioni alle articolazioni per contribuire a ridurre il gonfiore e il dolore.

L’esercizio e la terapia fisica moderata, se prescritti da un medico, sono metodi eccellenti per mantenere le articolazioni in movimento e contribuire a ridurre il dolore alle articolazioni. Il cortisone provoca diversi problemi peggiori di quelli per cui è utilizzato, causando la ritenzione dei sali, la dispersione delle proteine e il blocco della produzione delle stesse. Pelle: il cortisone blocca la funziona del collagene della pelle e dell’elastina, riducendo il flusso del sangue e quindi il rifornimento dei nutrienti alla pelle. Se si verifica una riacutizzazione dei sintomi della malattia di base si deve ripristinare il dosaggio minimo efficace e ridurre la dose con maggiore gradualità. Le infiltrazioni di cortisone sono utilizzate nel trattamento conservativo di patologie articolari che riconoscono una componente infiammatoria, come l’artrite reumatoide, l’artrite psoriasica, l’artrite gottosa e l’acutizzazione di processi artrosici. Il potente effetto antinfiammatorio ed immunosoppressore del cortisone contribuisce a dare sollievo da dolore e versamenti articolari nella fase acuta della patologia. I sintomi della patologia sono oltre al dolore agli arti, rigidità nei movimenti e deformazione delle articolazioni. Successivamente, l’ago della siringa viene inserito nel giunto spinale, dove il cortisone verrà rilasciato direttamente nel sito dove è localizzata la nostra fonte di dolore. Il cortisone non è un antidolorifico, ma semplicemente un ormone in grado di ridurre l’infiammazione.

Il gel anti-infiammatorio è adatto a ridurre i dolori muscolari e rilassare la tensione del mal di schiena.

Al fine di ridurre al minimo la soppressione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene ed i ritardi della crescita dovrebbe essere valutata la possibilità di effettuare una somministrazione singola a giorni alterni. Quando il cortisone viene iniettato in vena i possibili effetti indesiderati sono sovrapponibili alle cure per bocca (vedi paragrafo successivo). Fonti Traduzione a cura della Dr.ssa Greppi Barbara Il cortisone è un farmaco che fa molto parlare di sé, nel bene e nel male. Va comunque ricordato che il cortisone è usato anche in alcune malattie infettive proprio per ridurre la risposta infiammatoria. È possibile; il medico potrà ridurre il dosaggio del cortisone e, se il caso, potrà ricorrere a blandi sedativi e farmaci per indurre il sonno. Ricordiamo che l’esposizione prolungata al sole è da evitare comunque in molte delle malattie reumatiche (proprio in quelle per la cui cura si utilizza il cortisone). La causa è in questo caso legata all’eccessivo uso delle articolazioni per compiere movimenti frequenti e ripetitivi e questo può portare a usura della cartilagine articolare e all’insorgenza di dolore. Freddo: l’abbassamento della temperatura e l’esposizione ad un clima umido sono due fattori comunemente associati alla presenza di dolore articolare. All’inizio, le dosi sono elevate, ma, dopo poche settimane si possono ridurre fino alla quantità minima capace di controllare lo stato infiammatorio. E ancora: sbiancamento delle dita delle mani e sensazioni di secchezza o di sabbia negli occhi, associata a secchezza della bocca e dolori articolari o muscolari. Dosi medie o alte di idrocortisone e cortisone possono causare aumento della pressione sanguigna, ritenzione di acqua e sali, e aumentata escrezione di potassio. Si deve sottolineare che le necessità di dosaggio sono variabili e devono essere individualizzate sulla base della malattia che viene curata e sulla base della risposta del paziente. Pazienti e familiari devono essere informati dei possibili disturbi psichiatrici che possono manifestarsi durante o immediatamente dopo la riduzione graduale della dose o dopo l’ interruzione degli steroidi. Dosi medie o alte di idrocortisone e cortisone possono causare aumento della pressione arteriosa, ritenzione idrico-elettrolitica, e aumentata escrezione di potassio. I glicocorticoidi naturali (idrocortisone e cortisone), che hanno anche proprietà di ritenzione idrosalina, vengono utilizzati come terapia sostitutiva negli stati di insufficienza corticosurrenale. N. 21 Oltre al dolore articolare, quali altri sintomi possono essere presenti? Anche i cortisonici tuttavia vanno considerati come farmaci sintomatici: hanno evidente attività soppressiva sul dolore, sulla rigidità ed anche su gli altri segni della flogosi (tumefazione, calore, febbre, etc.